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Gradito bis delle telecamere della Rai, con la bravissima Donatella Bianchi, conduttrice di "Linea Blu".
L'anno scorso avevo raccontato ai telespettatori tante storie di mare, con le ricette delle alici e del "misto all'antica", con le acciughe salate pestate nel mortaio con i funghi secchi.
Questa volta ho voluto affidare la storia del Polpo Mario a un pescatore di Sestri, che, manco a dirlo, ci ha fatto conoscere un'ennesima versione, diversa dalle altre.
Ma il polpo si sà, è un personaggio imprevedibile.
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Trattandosi di una puntata di una trasmissione sul mare dedicata al nostro simbolo sono passato all'azione con le ricette del polpo in umido con le fagiolane, da cuocere nella pentola di terracotta, con il mattone sopra.
La puntata, che ha registrato un ottimo ascolto, è stata realizzata nella Baia del Silenzio.
Ho portato con me due polpi per rimarcare la differenza fra quelli con le vette corte e quelli che invece hanno i tentacoli lunghi.
Dovete sapere che la bontà del polpo è inversamente proporzionale alle gambe delle donne. Infatti, se tanto sono belle le gambe lunghe e affusolate delle donne, nel polpo, le vette lunghe sono sinonimo di qualità inferiore. Meglio scegliere polpi con le gambe corte, con la "camporosa" pronunciata.
P.S. Spero che le ragazze e le signore non si siano arabbiate per il paragone con il polpo: era solo un modo per spiegare la differenza, e mettere in guardia le buone forchette!
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