E nelle Cinque Terre imbottigliamo "Creuza de ma", nel nome di De André.

Fabrizio De André

CINQUE TERRE. “Creuza de ma”, il brano in genovese che dà il titolo all’album di Fabrizio De Andrè, considerato dalla critica e dal pubblico tra i più bei dischi degli ultimi dieci anni per le sonorità mediterranee che contiene, frutto di una lunga ricerca del cantautore di “Marinella” con il musicista Mauro Pagani, adesso è anche un vino ligure. Un delizioso vinello frizzante prodotto dalla Cooperativa Cinque Terre, produttrice, fra l’altro, del famoso e quasi introvabile “Sciacchetrà”. Il “Creuza de ma” – letteralmente sentiero di mare e mai nome fu più azzeccato, tenuto conto della posizione dei vigneti delle Cinque Terre, coltivati sulle colline di Riomaggiore, Monterosso, Corniglia e dintorni raggiungibili solo con uno speciale trenino a cremagliera – ha fatto il suo debutto ufficiale nei giorni scorsi a Manarola, in occasione dell’inaugurazione del nuovo Ostello della Gioventù, finanziato dalla Regione Liguria e dalla Comunità Europea con un brindisi a Ca’ De Cian. Fra i presenti, il Sindaco di Riomaggiore Franco Bonanini, il vicepresidente della Regione Liguria Graziano Mazzarello con gli assessori Maria Paola ed Egidio Banti. Per meglio sottolineare le affinità tra il vino e la ricerca di De Andrè, sulla targhetta della bottiglia, oltre al nome, i viticoltori delle Cinque Terre hanno riportato anche la strofa finale della canzone: “…Bacan d’a corda marsa d’aegua e de sà che a ne liga e a ne porta n’te na creuza de ma…”.